Polenta e Bruscitt

 


C’è un momento, nella vita di una Kitchen Witch, in cui cucinare smette di essere nutrimento e diventa atto di riparazione.

Un gesto lento, antico, che non serve a saziare il corpo ma a toccare il dolore e accompagnarlo verso un ricordo in cui non faceva ancora male.

Questa è una di quelle storie.

Mia madre soffre.

Il suo corpo, da tempo, conosce il linguaggio del dolore fisico: un dolore che arriva e si accampa, che stanca prima ancora di ferire. Quando il dolore è così, le parole non bastano. Nemmeno le cure, a volte.

E allora io cucino.

Non per distrarla. Non per “tirarla su”.

Cucino per riportarla indietro, a un tempo in cui il suo corpo era casa e non prigione. A un tempo in cui la gioia non era un ricordo, ma una condizione naturale.

Nella Kitchen Witchery applicata esiste una regola semplice e potentissima: -Quando il corpo soffre, non si combatte il dolore. Si nutre la memoria della gioia.-

Il cibo non serve a guarire “il sintomo”. Serve a riattivare una frequenza.

Per una madre, spesso, la frequenza più potente è quella legata alla terra in cui è diventata madre. Il luogo del parto è imprinting cellulare. È sangue, fatica, amore primordiale.

Mia madre mi ha partorita a Busto Arsizio. Ed è lì che la sua gioia è stata piena, feroce, definitiva

Non ho scelto una ricetta “leggera”. Non ho scelto un piatto elegante. Ho scelto polenta e bruscitt. Un piatto che sa di casa, di nord, di mani forti e tavole vere. Un piatto che non consola: radica.

La polenta è terra macinata, pazienza, fuoco lento.

I bruscitt sono carne tagliata fine, spezie, tempo, attesa. Insieme sono sopravvivenza felice.

Il basilico non appartiene a questa ricetta. Ed è proprio per questo che l’ho aggiunto. Il basilico è pianta del cuore, della gioia semplice, dell’estate che ritorna. È una pianta che non resiste al freddo, ma quando vive profuma tutto. L’ho spezzato con le mani, non tagliato.

Perché il basilico non ama il ferro: ama l’intenzione.

Mentre lo aggiungevo, ho pensato a lei giovane.

A lei intera. A lei che rideva senza sapere che un giorno il corpo avrebbe chiesto il conto.

La ricetta 

Ingredienti

Polenta gialla, quella vera, da cuocere lentamente

Bruscitt (manzo tritato fine, vino rosso, burro, spezie)

Basilico fresco

Sale, tempo, silenzio

Preparazione

Cuoci la polenta lentamente, mescolando sempre nello stesso verso. Non avere fretta: la fretta è nemica della guarigione.

Prepara i bruscitt come vuole la tradizione: carne fine, fuoco basso, vino che evapora, pazienza che resta.

Solo alla fine, fuori dal fuoco, aggiungi il basilico spezzato. Non mescolare troppo.

Lascialo vivere.

Nel momento del servizio non dire: “Ti farà bene.”Non dire nulla.

Appoggia il piatto davanti a lei come si appoggia una reliquia. Siediti. Mangia insieme. Osserva.

Se la Kitchen Witch ha fatto il suo lavoro, vedrai qualcosa cambiare: non il dolore che sparisce, ma lo sguardo che si ricorda chi era prima.

E questo, spesso, è l’inizio della guarigione.

Cucinare per una madre che soffre non è gesto domestico. È atto iniziatico.

È dire al suo corpo: “Ricordi quando eri felice? Io sì. E te lo restituisco.”

Questa è la Kitchen Witchery applicata. Non promette miracoli. Promette verità cucinata lentamente, finché il cuore ricorda come si fa a battere senza paura

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