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Gratitudine solstiziale

 Per gran parte della mia vita ho vissuto come una donna che si prepara a una carestia che non arriva mai. Senza accorgermene accumulavo: cibo nel frigorifero, oggetti negli armadi, progetti nei cassetti, persone nel cuore, come se da qualche parte, dietro l'orizzonte, si stesse addensando un inverno terribile e io dovessi farmi trovare pronta, circondata da provviste sufficienti a sopravvivere a qualunque disgrazia. Soltanto molti anni dopo ho compreso che la fame più difficile da saziare non abita nello stomaco, ma nell'immaginazione, in quel luogo oscuro dove si annidano le paure e dove ogni mancanza viene ingigantita fino a sembrare una minaccia mortale. Per questo continuiamo a riempire le dispense dell'anima. Aggiungiamo un altro piatto, un altro amore, un altro progetto, un altro acquisto, un'altra rassicurazione, convinti che il problema sia la scarsità, quando spesso il problema è esattamente l'opposto: siamo talmente circondati da cose, abitudini e bisogni...

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